Interviste


Redazione V+ Redazione V+

Dal volume N° 67

Il valore si vive: Italia Lube Industries al Best Value Award 2020

SPECIALE “IMPRESE DI VALORE” - BEST VALUE AWARD 2020: MARCHE
V+ INTERVISTA MASSIMO GIULIANELLI, DIRETTORE COMMERCIALE ITALIA LUBE INDUSTRIES

Terza nel Best Value Award di Imprenditore Smart tra le Aziende LEONE delle Marche, con un incremento di valore del 9.5% nel 2019 rispetto al 2018, Lube è leader in Italia nella produzione di cucine e la prima come numero di cucine prodotte ogni anno (circa 75 mila).
Fondata nel 1956 da Luciano Sileoni, che da apprendista falegname costruì con le sue mani la cucina per la sua mamma Giuditta, l’azienda di Treia non ha mai smesso di crescere attraverso importanti investimenti nelle tecnologie e nei servizi post vendita (1.400 solo in Italia).

 

Che cos'è il Best Value Award? Leggi qui

Dottor Giulianelli, la crescita è impressionante, ci spieghi…
La nostra crescita si basa sostanzialmente sul concetto di centralità del negozio. Abbiamo evoluto il nostro stile di vendita andando a specializzare i nostri rivenditori, che magari erano più generalisti e più focalizzati sul proprio nome e sull’identità di commerciante. A loro abbiamo trasferito l'importanza del concetto di essere Store Lube o Store Creo e, attraverso questa specializzazione, abbiamo la certezza di dare un valore aggiunto anche all'utente privato. Si tratta di un cambiamento forte e importante per la crescita di tutto il nostro gruppo.

Il marchio Creo Kitchen, “la ricca cucina economica”, è una sfida alla GDO molto coraggiosa, perché e con quali risultati?
Abbiamo creato l'alternativa al concetto distribuzione: ci trovavamo a dover competere su due grandi fasce, quella dei cucinieri conosciuti e quella della grande distribuzione dei marchi ben noti. Con il brand Creo abbiamo voluto posizionarci proprio al centro di queste due fasce, con un price index molto ben definito e siamo riusciti a far percepire un nuovo canale di distribuzione. Un’operazione che ci fa essere nel settore del mobile quel che è Zara per l’abbigliamento.

La cucina è comfort e anche bellezza, emozione, ma è anche qualcosa che si tocca prima di acquistarla: come si concilia l’esigenza di un contatto fisico con il prodotto con la necessità di trasferirsi sempre più sul digitale?
È una sfida importante. Anche noi ci stiamo trasferendo verso il digitale, ma è innegabile, per un mercato come il nostro, l'importanza del negozio, attraverso il quale il cliente ha una visione esatta della bellezza del prodotto, delle finiture, delle sue particolarità. Solo un negozio può consentire un'immersione nei valori di un brand. Per quanto ci riguarda, stiamo cercando di offrire quanti più servizi possibili per arrivare all’utente finale anche in periodi come questo, però l'emozione che vogliamo dare attraverso i nostri store resta fondamentale.

Il lockdown e l'utilizzo delle piattaforme digitali hanno rivelato alle nostre spalle tantissime librerie e anche molti pensili di cucine. Come cambia, se cambia, la cucina rispetto a questa richiesta di spazi insoliti, anche in previsione di farne un luogo di smart working?
Di certo si è spostato un po' il focus su quelli che chiamiamo i trasformabili, cioè quegli elementi a scomparsa che rendono la cucina un po' più adatta allo smart working, visto l’importante e sempre più frequente utilizzo quotidiano che ne facciamo. C’è una grande attenzione verso il living e i nuovi progetti dell'ambiente cucina: lo avevamo visto in occasione del primo lockdown, durante il quale le aziende del nostro settore, al contrario dell'alimentare, sono state chiuse. Ma si è trattato di un semplice rinvio, perché alla ripresa dei consumi questa nuova esigenza si è tradotta in un boom di richieste. In Lube siamo assolutamente pronti a cavalcare questo trend e ad allinearci alle nuove esigenze del mercato.

Con la possibilità concreta che la cucina diventi il luogo più tecnologico della casa?
Inizia ad esserlo sempre più. Magari non eravamo abituati, ma grazie alle partnership con i fornitori di elettrodomestici riusciamo a dare una risposta molto concreta all'esigenza di avere più tecnologia in cucina, attraverso prodotti collegati tra loro e comandati, ad esempio, attraverso un telefono cellulare.