Interviste


Redazione V+ Redazione V+

Dal volume N° 67

Il valore di sognare: Iginio Straffi di Rainbow al Best Value Award 2020

 

SPECIALE “IMPRESE DI VALORE” - BEST VALUE AWARD 2020: MARCHE
V+ INTERVISTA IGINIO STRAFFI, PRESIDENTE E CEO RAINBOW

Il Gruppo Rainbow, è secondo classificato all’interno del Best Value Award di Imprenditore Smart® tra le aziende Tigri delle Marche: 176,6% l’incremento di valore generato nel 2019 rispetto al 2018.
Fondato nel 1995 a Recanati (Macerata), è attivo nel segmento dell’intrattenimento per bambini e teenager ed è una delle principali realtà di riferimento a livello internazionale per la produzione di prodotti televisivi e cinematografici, nonché per la creazione, sviluppo e concessione in licenza di contenuti. Il suo fondatore, Iginio Straffi, ha inventato – tra l’altro – le Winx, il cartone animato completamente made in Italy e completamente realizzato in casa, un fenomeno di costume che ha avuto un successo planetario.

Come sta vivendo Rainbow questi mesi di pandemia, con i bambini costretti a stare in casa?
Purtroppo questa è stata per la nostra azienda una novità positiva. Mi dispiace dirlo, perché in realtà è un disastro per l'economia e per i nostri licenziatari, che non hanno avuto la possibilità di vendere i prodotti a marchio dei nostri personaggi. Però per la visione e per il consumo di prodotti di intrattenimento è stata una manna: nei due mesi dello scorso anno di quello che chiamo ‘lockdown cinese’ non si poteva uscire ed era veramente difficile trattenere in casa i bambini che non andavano a scuola.

Lei però si è schierato "senza se e senza ma" per la riapertura delle scuole.
Non c'è stato nessun Paese civile al mondo che abbia chiuso le scuole, soprattutto quelle degli ordini più bassi. Diversi studi sociologici ci hanno spiegato che tenere i bimbi lontani dalla scuola e quindi dalla socializzazione, dalla comunione, dal crescere insieme, dall'insegnante, crea dei problemi allo sviluppo armonico e normale dei nostri ragazzi. Anche i Paesi più colpiti dalla pandemia hanno sempre tenuto la scuola aperta: chi andava al mattino, chi al pomeriggio per avere studenti più distanziati tra loro all’interno delle classi. Tutti hanno trovato soluzioni pur di non interrompere la didattica.


C'è un grande dibattito nazionale sulla situazione dei giovani talenti italiani che fuggono via. Lei ha avuto un'esperienza all'estero e dall'estero è rientrato in Italia, che cosa ha fatto cambiare idea?
Ho avuto l’idea un po' incosciente di voler tornare in Italia per fare impresa, perché qui c'erano i miei amici e soprattutto la mia famiglia e le mie radici. Volevo partire da qui per cercare di sviluppare qualcosa e magari creare posti di lavoro per ragazzi che conoscevo, dotati di molto talento, che non riuscivano a lavorare nel mondo dell'intrattenimento, del disegno, della scrittura, ma facevano altro in calzaturifici, negozi o vendevano colori e altre cose. Senza contare che venivo da un’esperienza in Francia e Lussemburgo, dove ad esempio i giovani avevano sussidi su qualsiasi cosa, a cominciare dall'acquisto di software. L’Italia ci è arrivata solo negli ultimi due o tre anni, ad esempio attraverso il tax credit cinema sulle produzioni e sulle persone impiegate nell'industria cinematografica.
Venire in Italia 25 anni fa e pensare di realizzare nelle Marche un'industria del cinema e della televisione, se lo penso adesso con il senno di un cinquantenne, è stata una pazzia che solo un sognatore ventenne poteva immaginare.

A proposito dei suoi progetti: uno tra i tanti è di realizzare una TV europea, perché c’è uno spazio di azione fra le grandi major americane e cinesi. Sta pensando a una sorta di Disney Europea?
Più che una televisione ho in mente un gruppo di intrattenimento per il cinema e per la televisione che possa essere europeo. In Germania esiste un polo che si chiama RTL, che ha diverse attività in giro per il mondo e in Europa in particolare. Quello a cui penso è una mini major europea, con contenuti che spazino dai bambini fino ai giovani e agli adulti, dai film alle serie tv, dai cartoni animati ai format. Una società di contenuti come in Europa non esiste: ce ne sono in America e in Cina che le hanno create negli ultimi dieci anni velocemente, in Giappone, e penso che l'Europa dovrebbe averne almeno un paio.

Ha detto di aver visto i suoi sogni realizzarsi, soprattutto quelli dell'infanzia. Ce n'è uno di quei sogni che non ha ancora realizzato?
Negli ultimi tempi mi sono molto dedicato al cinema e alle serie tv live, con gli attori. Dopo 25 anni che produco cartoni, riuscendo a raggiungere il pubblico di tutto il mondo con le Winx, quindi con Mia and Me e ora con 44 gatti, mi piacerebbe riuscire a portare il cinema italiano e le serie TV italiane a una platea mondiale. Su questo fronte, oggi siamo nella stessa situazione che, anni fa, riguardava i cartoni animati: produzioni italiane che, al massimo, arrivano a qualche paese limitrofo europeo. La sfida che mi piacerebbe realizzare nei prossimi 10 anni è di arrivare al pubblico con i live action (film nel quale le vicende di un noto cartone animato, fumetto o videogioco vengono interpretate da attori in carne e ossa, ndr.).

Ci state arrivando: su Amazon Prime è passato 10 giorni con Babbo Natale, un film che sta avendo un grosso successo…
E tra poco uscirà Fate: the Winx Saga, il live action delle Winx, prodotto da Netflix insieme a noi. Stiamo cominciando a seminare qualcosa in questa nuova realtà del live-action, ma nei prossimi dieci anni mi piacerebbe fare qualcosa di importante, prima di essere troppo vecchio.

Nel suo lavoro credo si debba essere sempre giovani…
È proprio così!