Mondo V+


Maria Bietolini Maria Bietolini

Dal volume N° 76

Cosa sarà di noi a settembre? Voi cosa dite?

Ce lo diciamo sempre, già a partire da giugno: “ne riparliamo a settembre”, “ci rivediamo a settembre”. Una abitudine, una banalità, un vezzo: tanto sappiamo che succederà, per chi lavora è dopo le vacanze che inizia l’anno nuovo, quindi questo tempo sospeso di solito viene visto come sospirata pausa – di riflessione, di aggiornamento, di svacco.
Anche V+ nei passati numeri di luglio aveva giocato con questa consuetudine: articoli di trend e scenario per ispirarsi, guide con dritte e tips per aggiornarsi, consigli di buone letture, test di autovalutazione… Tutto per dare ai lettori il nostro piccolo costante contributo alla crescita personale e alla ripartenza, in un contesto sempre più complesso e i cui davvero, come diceva la copertina di V+ di maggio, “non si sta mai tranquilli”.
E infatti.

Avevo scritto che c’erano cose in ballo, che era tempo di ragionare su cambiamenti e decisioni: lo ammetto, due mesi fa ero un po’ preoccupata ma positiva, oggi davvero scrivo col “magone” (per i non milanesi: sentimento misto di struggimento e malinconia, sensazione di vuoto, inutilità o impotenza che stringe il cuore, una crepa quasi fisica).
Perché la obiettiva necessità di cambiare qualcosa, espressa da bilanci che per l’editoria pura non sono mai rosei, porta a una deriva anche emotiva delle reazioni e valutazioni. Verba manent, altroché.

Quindi, sì: cosa sarà di noi a settembre oggi, primo agosto, non lo so. Stiamo analizzando, ipotizzando, discutendo (ah!, se stiamo discutendo!).
Stiamo cercando di capirci e organizzarci in modo nuovo, concentrando risorse e esperienze in progetti diversi per le pmi – servizi di scrittura, progetti di comunicazione, house organ…

Il contenuto che V+ ha costruito e condiviso in dieci anni avrà numeri piccoli, ma valore grande.

Così come non è mai stata così grande la stima, lasciatemi dire la reputazione, di cui questa piccola indomita e unica testata gode specialmente negli ultimi anni: perché se eravamo “quelli dei commerciali”, oggi abbiamo una platea più variegata – decidere di rendere gratuito il magazine nel lockdown e poi di ampliare i temi di crescita manageriale e imprenditoriale ha dato a V+ nuova visibilità e nuove tipologie di pubblico.

Certo: accidenti e mannaggia non abbiamo avuto la capacità di investimento in un nuovo sito e in forme più digitali, cosa che ci ha penalizzato, a partire dai dati. Certo: per fortuna (e grazie!) abbiamo avuto aziende e associazioni che hanno contribuito alla diffusione, con dati “amichevoli” ma ahimè non “spendibili”. Certo: abbiamo creato contenuti e cose per alcuni clienti, forse non a caso più grandi o più avvezzi alla comunicazione, ma a quanto pare il mondo pmi spende molto in molte cose, ma investe poco in contenuti tosti.
Poi, vabbè: vogliamo dire che le aziende un tempo inserzioniste ci hanno salutato perché “se non c’è la carta, perché dovrei pagare”? (Confermando un po’ quanto sopra: l’ufficio acquisti o l’imprenditore spesso scelgono il contenitore, più che il contenuto.)
In sintesi?

Probabilmente V+ si prenderà una pausa di riflessione, per capire quale presenza mantenere.

Ma io vorrei poter uscire a settembre con un numero di V+ magari ridotto, ma davvero speciale: in cui raccogliere le riflessioni (e i ricordi, e le proposte) dei tanti nostri collaboratori, di imprenditori e manager intervistati, di lettori “storici” e recenti - tutti protagonisti di questi ricchi, partecipati, non marchettari e davvero smart 76 numeri.

Vogliamo darvi voce, per aiutarci ad avere voce.

Controllate i nostri social e le vostre email: vi scriveremo!

(E, in caso “la Direttora” fosse costretta: è stato bello, ci ho messo il cuore, sono certa che lì fuori qualcuno apprezza e apprezzerà)

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Tags: V+ Magazine