Home Pillole Pillole - Volume 1 Non ci resta che ridere

Il Vendimprenditore

Perchè la vendita cambia e cambia chi la esercita

Nasce il blog del nostro
direttore commerciale
Mario Del Corso

Il blog nasce con una mission ben chiara: avvicinare alla vendita quante più persone possibili. La vendita e' un’opportunità per migliorare la propria esistenza sotto ogni punto di vista. E' una scuola di vita dove la selezione è prima di tutto centrata sui valori della persona, poi su quello che vendi. Sono innamorato dall'idea di avvicinare i giovani "di ogni età" a questa nobile arte.

Citazione di...

Fernando de Rojas

L’uso delle
ricchezze
è migliore
del loro possesso.

Non ci resta che ridere E-mail

Mai come nel lavoro essere di buonumore aiuta. Per il venditore, in particolare, presentarsi a un cliente con il sorriso sulle labbra è un ottimo biglietto da visita, perché trasmette vitalità ed entusiasmo.
Ma i benefici di una disposizione d’animo positiva vanno oltre: prima di tutto, il buonumore “fa bene”. Quando il medico Patch Adams viene sorpreso dal primario dell’ospedale a fare il pagliaccio nella stanza di un piccolo paziente (con tanto di naso rosso e un pappagallo per cappello), per giustificarsi sostiene: «Ridere è la migliore medicina». E aveva ragione: l’umore ha degli effetti diretti sul nostro corpo, in particolare sulla circolazione del sangue e sul sistema immunitario .


È scientificamente provato che ottimismo e allegria aumentano l’attività fisiologica del nostro organismo, mentre tristezza e depressione tendono a rallentarla. Il risultato immediato è una maggiore o minore voglia di fare. Insomma, ridere fa fisicamente bene!
In secondo luogo, il buonumore ci rende più efficienti .
Il nostro livello di concentrazione e di attenzione viene influenzato dall’umore in cui ci troviamo, perché, quando siamo tristi o in preda alla collera, ci focalizziamo su noi stessi e sui nostri problemi, alla disperata ricerca di un modo per uscirne; questa condizione ci distoglie dagli eventi esterni, dalle incombenze che dobbiamo affrontare, e così diventiamo distratti e irritati. Quando, invece, siamo di buonumore, non essendo turbati da pensieri negativi, dirigiamo le nostre energie e le nostre idee verso l’esterno e ci viene più facile affrontare il lavoro con intraprendenza e fiducia in noi stessi, ricorrendo a pensieri positivi e piacevoli.

È chiaro, dunque, che, in base al nostro umore, cambiano i nostri rapporti con il prossimo e un venditore, che si confronta quotidianamente con i propri clienti, non può dimenticarlo. Se siamo di buonumore, saremo giudicati positivamente : cordialità, disponibilità, un tono di voce calmo e affabile faranno sì che il cliente adotti lui stesso un atteggiamento gradevole nei nostri confronti. Da qui potremo trarre vantaggi non solo per il nostro lavoro, ma anche a livello personale, in quanto un colloquio ben riuscito con il cliente ci gratificherà e aumenterà la stima in noi stessi.

Certo, è innegabile che ci potranno essere giornate più grigie di altre. Se siamo lunatici o di cattivo umore, dobbiamo, però, correre ai ripari e cercare di arginare questi sentimenti. In vista dell’incontro col cliente, mettiamo da parte rancore o tristezza e sforziamoci di chiamare alla mente immagini o eventi positivi . Sta nella bravura del venditore dissimulare il malumore e provare il più possibile a dare di sé l’immagine di una persona ottimista e positiva, anche nei momenti di difficoltà.

Valeria Tonella

 

 

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