Nasce il blog del nostro direttore commerciale Mario Del Corso
Il blog nasce con una mission ben chiara: avvicinare alla vendita quante più persone possibili. La vendita e' un’opportunità per migliorare la propria esistenza sotto ogni punto di vista. E' una scuola di vita dove la selezione è prima di tutto centrata sui valori della persona, poi su quello che vendi.Sono innamorato dall'idea di avvicinare i giovani "di ogni età" a questa nobile arte.
Citazione di...
Fernando de Rojas
L’uso delle ricchezze è migliore del loro possesso.
A cura di Valeria Tonella
"E io cosa ci guadagno?"
A meno che non vendiate a privati, la vostra offerta deve sempre essere fatta in modo da prospettare all’interlocutore una duplice serie di vantaggi: essa deve, cioè, da un lato comportare dei benefici tangibili per l’azienda cliente (maggiori profitti, minori costi, miglioramento qualitativo, aumento della capacità produttiva, ecc.), e dall’altro assicurare anche un vantaggio personale a chi vi fa l’ordine. Prendiamo questo secondo punto: spesso viene trascurato dai venditori benché la sua utilità sia evidente. Infatti coloro che nell’azienda a cui vi rivolgete possono influire sulla decisione d’acquisto non vi appoggeranno se penseranno che l’acquisto dei vostri prodotti comporti per loro delle seccature, come del lavoro supplementare, perdita di influenza o maggiori rischi. Potranno anche non dare voce alle loro perplessità, ma cercheranno comunque il modo per respingere ciò che voi proponete. Quali sono, dunque, questi vantaggi personali? Elenchiamo alcuni esempi: - maggiore autorità; - migliori strumenti di controllo; - aumento del prestigio; - maggiori possibilità di carriera; - più gusto nello svolgimento del lavoro; - maggiore libertà d’azione; - più tempo a disposizione per le attività creative; - più tempo libero; - maggiore stima di se stessi; - minori rischi. Ce ne sono molti altri, che cambiano di cliente in cliente; l’importante è saperli individuare. Come? 1. Se non è la prima volta che incontrate il cliente, conoscerete sicuramente le sue idee, i suoi problemi o i suoi desideri. Cercate di fare mente locale. 2. Osservate con attenzione l’ambiente di lavoro e le caratteristiche personali del vostro interlocutore: l’arredamento, la scrivania, il modo di vestire e di esprimersi, gli atteggiamenti, la gestualità. Possono dire molto a un venditore che conosca un po’ la natura umana... 3. Osservate il cliente nei suoi rapporti con i colleghi e collaboratori: è autoritario, amichevole, impacciato? Si tratta di una parte importante della sua personalità. 4. Fatelo parlare delle difficoltà che incontra ogni giorno e delle sue aspettative: dovete mettere a fuoco ciò che vuole, e ci riuscirete solo con tutte le domande che saranno necessarie allo scopo. 5. Chiedetegli apertamente: «Quale impressione le deriva dall’esame della mia offerta?». Dite proprio “impressione”, e non “giudizio”. Dovete andare al di là della logica, sotto la superficie, per sondare il suo stato d’animo. 6. Sorridete e dite: «Se in questo momento un colpo di bacchetta magica potesse esaudire tre dei suoi desideri, quali sarebbero?». Portare la vendita sul piano personale vi permetterà di far captare al cliente il messaggio: il vostro prodotto o servizio è in grado di soddisfare le sue aspettative, e non solo in ambito commerciale. Provate a pensare cosa rispondereste a un venditore che esordisce così: «Lei risparmierà circa un’ora al giorno sui tempi abituali. Non sarà più costretto a fare le corse per tenere il passo con gli altri stadi di analisi o di lavorazione. Anzi, sarà lei a dover mettere fretta ai suoi colleghi!». Come resistere?
Sconto o sostituzione?
Quando il prodotto presenta un leggero difetto, solitamente si cerca di rimediare concedendo al cliente uno sconto. Parliamo, per esempio, di graffi, piccole deformazioni, diverse tonalità di colore, correzioni che il produttore ha omesso di apportare, ecc. Quando, però, il difetto o la carenza si fa più “grave”, le strade sono due: applicare uno sconto “straordinario”, più consistente, oppure sostituire la merce. Meglio proporre questa seconda soluzione (e, se il cliente chiede lo sconto, cercare di fargli cambiare idea), se non altro perché, ben presto, lo stesso cliente non darà più così importanza alla riduzione di prezzo, e a prevalere nella sua mente sarà l’utilizzo a cui è costretto di un prodotto difettoso. Utilizzo che, ahimè, gli rammenterà, per mesi o per anni, il nostro errore.
Hai la risposta pronta?
Nell’80-90% dei casi i clienti avanzano sempre le stesse obiezioni («Costa troppo», «Quell’altra azienda ha prezzi più bassi», «Non mi serve», ecc.). Perché allora non riflettere con calma sul modo migliore per controbattere? Mettete per iscritto, parola per parola, la risposta che vi sembra più convincente nello schema che segue:
Tenete le frasi sempre a portata di mano, annotandole su un quaderno o sulla rubrica del telefono; in quest’ultimo caso potreste annotare l’obiezione su una delle linguette laterali che sporgono dalle pagine in modo che basti sollevarla per avere subito sott’occhio le varie contro-argomentazioni possibili.
OBIEZIONE
CONTROARGOMENTAZIONE
COSTI
Costa troppo
Al momento mancano liquidi
La concorrenza ha prezzi più bassi
CONCORRENZA
Sconto extra
Non c’è richiesta
Non mi occorre
Qualche domanda in più
Siete in trattativa con un cliente, o perlomeno sul punto di dare inizio al rapporto. Registrare tutte le informazioni disponibili di carattere personale e commerciale sul suo conto è cosa preziosa, lo sappiamo bene. Ecco allora una checklist che vi permetterà, una volta completata, di approfondire ulteriormente la sua conoscenza, di stenderne un profilo accurato, e perché no, di togliervi qualche curiosità... Sfera lavorativa 1. Qual è la posizione del cliente all’interno dell’azienda per cui lavora? Che tipo di “interlocutore” è? La sua veste ufficiale rispecchia fedelmente il reale influsso da lui esercitato? Cercate di comporre un quadro veritiero della sua sfera di competenze. 2. Qual è la sua preparazione (teorica e pratica)? Fate in modo che il contenuto, la quantità e il livello delle vostre argomentazioni siano rapportati alle sue conoscenze e alla sua esperienza. 3. Parla volentieri della posizione da lui occupata in azienda? È un modo indiretto per essere informati sulle difficoltà, le pressioni o le carenze che possono interessare l’organizzazione aziendale. 4. Nella ditta cliente sono in corso “lotte per il potere”, e su quali fronti? Conoscere il contesto, le sue criticità può essere utile. Sfera personale 5. Ha scritto libri o articoli? Informatevi e leggeteli. 6. È stato insignito di onorificenze civili o militari? Evitate di parlare male di istituzioni delle quali va orgoglioso. 7. Qual è la sua massima aspirazione? Il potere, le prestazioni economiche, la sicurezza, il prestigio, il consenso degli altri, la fama, la realizzazione personale? Scopritelo, e dimostrategli come la vostra offerta possa contribuire a raggiungere quel traguardo. 8. Quando parla o scrive, quali sono i fatti, le esigenze, le opinioni o i rischi che mette in primo piano? Provate a capire quali sono i suoi princìpi etici, ed evitate di contraddire o, peggio ancora, di demolire le sue convinzioni. 9. Fra le vostre origini e quelle del cliente ci sono degli elementi in comune (luogo di nascita, formazione scolastica, professione dei genitori, passato sportivo o militare, associazioni giovanili, ecc.)? Fate risaltare queste affinità.
Meno Promesse
Una delle situazioni che crea maggior malcontento tra i clienti nasce quando il venditore promette più di quanto sia in grado di mantenere. Per evitare l’insorgere di episodi sgradevoli (e brutte figure), ci sono ditte che hanno pensato allora di capovolgere la situazione, operando sulla base di un principio nuovo: “promettiamo meno di quanto possiamo mantenere”. Un paradosso? Forse, ma vediamo i risultati: l’azienda americana di recapito celere Federal Express, per esempio, garantisce ai suoi clienti la consegna entro le 10.30 del giorno successivo all’ordine. In realtà i plichi vengono consegnati, quasi sempre, già fra le 9 e le 9.30 del mattino. Un altro caso è quello della Xerox, azienda specializzata nella gestione documenti e nella produzione di stampanti: qui se un cliente telefona a una filiale lamentando un problema, l’addetto al servizio di assistenza promette un intervento entro un termine che è sicuro al cento per cento di poter rispettare. Poi, in molti casi, il tecnico riesce a presentarsi anche in anticipo, e ciò non fa che aumentare il prestigio. Sempre all’interno di questa ditta i tecnici sono tenuti a chiamare il cliente un paio di giorni dopo l’intervento, per accertarsi che tutto funzioni a dovere. Così, dovesse verificarsi ancora qualche inconveniente, possono intervenire in modo tempestivo, senza aspettare che sia il cliente a telefonare per un reclamo.
Un tocco di colore
Quando si scrive una lettera a un cliente, può essere di grande aiuto evidenziare con del colore i concetti più importanti, le cifre, le date, i nomi, i prezzi. Si tratta di uno sforzo supplementare che procura molti vantaggi: • il colore fa risaltare la vostra lettera nel “mare” di carta che si riversa ogni giorno sulla scrivania del cliente; • la sottolineatura guida immediatamente l’occhio del lettore sui punti più salienti. La sua curiosità si risveglia, e lo induce a leggere la vostra comunicazione anche nelle altre parti; • la personalizzazione del testo attraverso l’uso del colore dà al cliente la sensazione che ci teniate ai dettagli, all’immagine dell’azienda, ma soprattutto a lui, perché rendete la lettura più facile e piacevole. Attenzione, però, a non esagerare: troppo colore è peggio che nessun colore, perché confonde le idee e rende difficile la comprensione del testo.