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L'augurio di Mario Silvano alla nuova rivista
A essere giornalmente coinvolti in attività di vendita non sono soltanto agenti-rappresentanti (300.000 circa in Italia) e venditori diretti. Anche altre figure professionali, benché non si possa per loro parlare di vendita in senso stretto, quantomeno negoziano e contrattano le tariffe della loro professione superando, ovviamente, le obiezioni che ne derivano.
Tutti i professionisti vendono qualcosa: idee, progetti, soluzioni alternative. Pochi sono disposti a dichiarare apertamente di vendere, anche se ognuno di essi parte da un’esigenza del cliente per giungere all’accettazione di una proposta suggerita. Tutti comunque debbono affrontare, tra le tante, l’obiezione del cliente («il prezzo mi sembra caro») e superarla proprio come fa il venditore, mettendola a confronto con i vantaggi offerti dalla soluzione che essi intendono suggerire. Se dunque proviamo a concepire l’attività di vendita nell’accezione più vasta di negoziazione, scopriamo che essa riguarda una complessa varietà di figure professionali: certamente i professionisti e chiunque appartenga a un ordine professionale.
È per tale motivo che, quando parte una impresa come questa di Vendere di Più, io ne sono felice. Felice perché vedo che si può credere che ancora una volta venga riconosciuta e apprezzata la nobiltà di un mestiere che ha fatto sì che la civiltà progredisse e migliorasse. Sebastiano Zanolli mi ha chiesto un augurio e io penso che sia bello augurare a Vendere di Più e alla sua Gente di non stancarsi mai, di sapere che si deve fare quello che c’è da fare quando deve essere fatto, che vendere significa aiutare gli altri e se stessi e non è mai un cammino a senso unico. In alto i cuori. Sempre.
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